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Io resto a casa, la quarantena nei ricordi degli alunni della quinta A dell’istituto comprensivo di Sant’Eufemia Lamezia. Anche in Calabria si è concluso l’anno scolastico, un anno insolito per la scuola italiana. Tra quarantena e didattica a distanza, da marzo a oggi non vi sono state occasioni d’incontro tra alunni e insegnanti. Eppure c’è chi ha trovato il modo di accorciare le distanze attraverso la fantasia e la creatività.

Istituto Santeufemia Lamezia
L’istituto comprensivo di Sant’Eufemia Lamezia

Proprio nelle ultime settimane di scuola infatti la quinta A dell’istituto comprensivo di Sant’Eufemia – Lamezia ha presentato un libricino dal titolo Io resto a casa – Riflessioni, pensieri, narrazioni al tempo del coronavirus. Tutti gli alunni della classe hanno partecipato al lavoro, frutto di una intensa collaborazione a distanza.

Io resto a casa, un progetto di scrittura corale

L’insegnante Teodolinda Coltellaro ha ideato il progetto seguendone la realizzazione.  Anche la docente ha affidato alle pagine del diario le sue riflessioni. Per lei e per gli alunni è stato un po’ come tendere un filo invisibile per collegarsi in una dimensione comunicativa comune, permettendo di condividere gli stati d’animo suscitati dalla clausura forzata, imposta dalla pandemia. Un filo invisibile “per poter leggere, ciascuno nelle parole dell’altro, le emozioni, i sentimenti, le paure vissute durante la quarantena”.

Io Resto A Casa Copertina

Il diario di scuola durante la quarantena

L’allegro pamphlet realizzato dai bambini può considerarsi una sorta di diario di scuola alternativo. Tra le sue pagine infatti gli alunni non hanno segnato i compiti del giorno, bensì la loro originale e singolare visione della quarantena. Il libretto ha mostrato il punto di vista di “bambini coinvolti, nel chiuso delle loro case, in un fare scuola atipico esplicato nelle modalità della didattica a distanza”.

io resto a casa e scrivo il diario

Un dialogo sempre aperto nonostante le distanze

La prima finalità del progetto è stata quella di offrire ai giovanissimi studenti un modo alternativo per canalizzare la rispettiva creatività. Inoltre un aspetto da prendere in considerazione è quello che riguarda l’apertura dell’istituzione ai suoi alunni. Si tratta chiaramente di un’apertura concettuale. La quarantena ha di fatto chiuso i portoni delle scuole consentendo però degli “accessi” sperimentali e delle nuove opportunità di dialogo.

Video Conferenza

Attraverso il diario di bordo, i bambini hanno raccontato la propria quarantena. I piccoli scrittori si sono rivolti in primis alla scuola che li ha accolti tutte le mattine asciugando lacrime e alimentando sorrisi. I bambini si sono aperti alla loro scuola, raccontando con spontaneità e inaspettata profondità un vissuto che mai prima avrebbero potuto immaginare.

Con “Io resto a casa” nasce una nuova speranza per una scuola in divenire

L’emergenza legata al Covid-19 ha posto la scuola innanzi alla necessità di avvicinarsi sempre di più ai propri studenti. In un percorso costellato da vittorie e sconfitte, l’intero Paese ha compreso che la scuola è in divenire. Ciò significa che ha bisogno di rinnovamento e di una più specifica attenzione nei confronti degli allievi e delle loro aspettative e capacità. Non a caso, proprio nella prefazione al libretto, la dirigente scolastica Fiorella Careri ha messo in risalto il valore formativo del lavoro.

io resto a casa e Tutto Andra Bene

La preside ha lodato la tenacia con cui questi bambini hanno continuato ad alimentare il dialogo con la scuola. Allo stesso tempo, Careri ha rimarcato “il desiderio di ricostruire quei legami interpersonali, che rappresentano l’aspetto più significativo della relazione educativa”. La dirigente scolastica ha tenuto a evidenziare un fattore molto importante e cioè che i bambini hanno restituito la speranza di una scuola che ancora resiste.

 

ATRICOLO TRATTO DA  .ITLAMEZIA DISPONIBILE AL SEGUENTE LINK